Home » Province e territori » Imperia » Situazione Riviera Trasporti: e se il trasporto pubblico locale fosse gratis?

Seguiamo con preoccupazione la situazione di Riviera Trasporti ben prima che la Corte dei Conti regionale evidenziasse pesanti criticità nei bilanci societari.
Per chi ha a cuore la sorte dei lavoratori e la gestione di un servizio pubblico essenziale, un bene comune sociale irrinunciabile, le conduzioni politiche e amministrative che si sono succedute negli anni hanno suscitato apprensione e sgomento, producendo una drammatica situazione debitoria per management fallimentari e scelte strategiche a dir poco avventate (si pensi alle partecipazioni societarie, ai bus ad idrogeno o ai mancati controlli).

Il trasporto pubblico locale è un settore chiave nel nostro futuro e la sua gestione deve restare pubblica, per poter garantire il reinvestimento dei ricavi nel miglioramento del servizio, magari ripartendo su basi più solide di quelle attuali, coinvolgendo proporzionatamente tutti i Comuni imperiesi, ma senza far pagare ai lavoratori colpe che non hanno.
In una fase in cui, oltre alle pandemie, ci troviamo ad affrontare una crisi climatica ed ambientale gravissima, la trasformazione del trasporto pubblico è una priorità cui è impossibile sottrarsi.
E se il trasporto pubblico locale fosse gratis? O lo fosse almeno in parte, in base ad una attenta riflessione delle esigenze territoriali?
Sembrerebbe una follia solo pensarlo, ma lo sembrano tutte le innovazioni finché qualcuno non le mette in pratica. Trattare il trasporto come un servizio pari alla sanità o all’istruzione potrebbe avere vantaggi immediati, tangibili: riduzione dell’inquinamento e del traffico; meno malattie delle vie respiratorie; meno incidenti, più equità sociale.
I benefici, secondo alcuni studi compiuti fra gli altri anche dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse) sarebbero di uno a tre: in pratica per ogni euro speso se ne guadagnerebbero tre grazie al risparmio dei privati, che userebbero meno il proprio mezzo.
Ci sarebbe inoltre un minor impatto ambientale e sulla salute, meno incidenti stradali, valorizzazione della città con minore congestione delle strade e tempi di percorrenza ridotti.
Già oggi gli incassi relativi alla vendita dei biglietti coprono, in media, solo il 36% del costo del servizio. In altre parole, istituire la gratuità dei trasporti (che sarebbero pagati con le imposte) permetterebbe agli enti locali e alle amministrazioni che gestiscono il servizio di liberarsi dalla trappola del mercato, a vantaggio della stabilità economica dell’azienda e dei suoi lavoratori, per operare (finalmente) con il solo obiettivo di fornire il miglior servizio alla comunità. D’altronde non c’è un rapporto diretto tra il pagare il biglietto e l’efficienza del servizio. L’evidenza dimostra che purché vi sia la copertura dei costi, un trasporto pubblico affidabile è possibile.
Non sarebbe una novità in Liguria. A Genova, per esempio, è stata avviata una prima vera sperimentazione che sta dando buoni riscontri con l’aumento del 15% dell’uso del trasporto pubblico locale a scapito dei mezzi privati.
E’ evidente alle persone e associazioni che hanno avviato il percorso della Società della Cura, fuori dall’economia del profitto, che la tariffazione è solo una parte della questione. Un servizio per diventare appetibile deve anche essere frequente, capillare, confortevole e affidabile. Ma in tutto ciò, con una nuova cultura della mobilità, il trasporto pubblico locale può giocare un ruolo fondamentale e insostituibile.

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