1. E’ utile/necessaria o inutile/dannosa l’idea di una società alternativa? Gli “inconvenienti” che denunciamo sono inerenti all’imperfezione della natura umana, alla casualità, a errori di singoli e così via, o rivelano qualche caratteristica sistemica che va modificata per migliorare in maniera significativa la vita degli umani e degli altri abitatori di questo pianeta?

Ovviamente, per me, NECESSARIA senza l’utile. Viviamo in una società profondamente ingiusta, iniqua e sempre  più disumana. Il problema parte dall’istruzione, sempre più degradante, più che istruzione dovremmo parlare di “distruzione” delle capacità critiche e cognitive dei giovani e quindi di tutta la società. Il problema è il sistema. Bisogna RIVOLUZIONARE tutto il sistema: Scuola, informazione, politica, giustizia, sistema produttivo, burocrazia, salute, trasporti. Occorre etica, coraggio, meritocrazia, buona volontà, solidarietà. Questi son i valori delle persone che devono ricoprire i ruoli chiavi nelle istituzioni pubbliche. Bisognerebbe azzerare tutto e ripartire dai questi valori. La COSTITUZIONE può essere un’utile faro per guidarci fuori da questa tempesta.

  1. E’ corretto a tuo parere aver individuato nel profitto il tratto caratteristico della società esistente? L’idea della cura è adeguata come alternativa a quella di profitto?

No, secondo me il tratto caratteristico della nostra società è la MENZOGNA, ‘L’IPOCRISIA, L’INGIUSTIZIA. Il profitto non è sbagliato in sé, penso che sia giusto trarre profitto dalle proprie fatiche, ma trovo ingiusto la ripartizione della ricchezza. Pertanto l’idea della cura non è sbagliata, ma io contrapporrei all’idea di profitto a cui fai riferimento, il GIUSTO PROFITTO, non può esistere un eccessiva diseguaglianza che non consenta a taluni di sopravvivere dignitosamente.

  1. Ritieni giusto e condivisibile (non solo “legittimo”, che sarebbe ovvio) che i sostenitori dell’idea “Società della Cura” cerchino di farne un concreto progetto politico organizzandosi e promuovendo iniziative?

Si, assolutamente utile. La politica è l’unica alternativa allo status quo e alla violenza e deve assolutamente tornare ad essere al centro della società. La politica dei migliori, non dei corrotti, dei “lecchini” e dei codardi, com’è oggi.

  1. Tu sei personalmente interessato al progetto “Convergenza dei movimenti per la Società della Cura”? A quali condizioni contenutistiche e organizzative?

Non lo conosco bene, ma ad intuito direi di si. Immagino si tratti di ricercare un’unione tra movimenti popolari affini. E’ senz’altro indispensabile percorrere questa strada, per unire il popolo e trovare le persone più adatte a ricoprire determinati incarichi. Creare un movimento che abbia un peso numerico e politico importante. Sono interessato e nel mio piccolo sto già ricercando questo tipo di approccio, ovvero parlare e conoscere quanti più attivisti possibile. CONTENUTI: rivoluzione pacifica e democratica, creazione di centri culturali, istruzione, informazione, giustizia, economia( moneta e sistema produttivo), trasporti e ambiente, politica, democrazia, costituzione, tassazione, ammortizzatori sociali, burocrazia, salute e benessere. ORGANIZZAZIONE: democrazia, partecipazione e meritocrazia.

  1. Considerazioni ulteriori, libere su questo questionario, sulla SdC e sul da farsi

Non demordere. Cercare di unire i movimenti e le persone “risvegliate”. Organizzare eventi di dibattito e approfondimento in piazza, possibilmente assieme ad altre realtà di attivisti, possibilmente anche con una parte ludica e ricreativa, tipo musica, spettacoli di giocoleria, di teatro, workshop per bambini. Per cercare di attirare l’attenzione degli ”indifferenti” e dei giovani. Imparare ad accettare anche chi la pensa diversamente. Evitare lo scontro e l’insulto, promuovendo l’ascolto e il dialogo.
Non mi dilungo oltre. Chiudo dicendo che Sabato scorso, 24 Luglio, c’è stata una bellissima manifestazione a cui ho partecipato. Completamente disorganizzata ma incredibilmente, per me, ben riuscita. L’idea è di continuare a vedersi tutti i sabati pomeriggio alle 17:30 o anche prima, per dare un seguito a ciò che è “accaduto”. Cercando però di organizzarsi sempre meglio. Passare, gradualmente, dalla protesta alla proposta.