1. E’ utile/necessaria o inutile/dannosa l’idea di una società alternativa? Gli “inconvenienti” che denunciamo sono inerenti all’imperfezione della natura umana, alla casualità, a errori di singoli e così via, o rivelano qualche caratteristica sistemica che va modificata per migliorare in maniera significativa la vita degli umani e degli altri abitatori di questo pianeta?

“Alternativa” è una parola ambigua. Forse sarebbe meglio chiedersi se la società attuale è soddisfacente e quali sono gli “inconvenienti” che la renderebbero insoddisfacente.

  1. E’ corretto a tuo parere aver individuato nel profitto il tratto caratteristico della società esistente? L’idea della cura è adeguata come alternativa a quella di profitto?

Rispondo positivamente ad entrambe le domande

  1. Ritieni giusto e condivisibile (non solo “legittimo”, che sarebbe ovvio) che i sostenitori dell’idea “Società della Cura” cerchino di farne un concreto progetto politico organizzandosi e promuovendo iniziative?

Penso che sia indispensabile far diventare la società della cura un progetto politico,  disegnando come  i vari aspetti della società (lavoro, economia,  finanza, servizi sociali, sicurezza, ecc.)  dovrebbero essere trasformati per essere coerenti con una società della cura. Un tale progetto politico ha bisogno, come tutti i progetti politici, di poggiarsi su una struttura organizzata  e su percorsi realizzativi (obiettivi di breve, medio e lungo termine).

  1. Tu sei personalmente interessato al progetto “Convergenza dei movimenti per la Società della Cura”? A quali condizioni contenutistiche e organizzative?

Sono personalmente interessato. Non porrei  condizioni di contenuto, a parte evidentemente cura  si  e profitto no per tutti.
Da un punto di vista organizzativo la risposta è più difficile. Fatta salva l’esigenza di un’organizzazione, a cui secondo me dovrebbe tendere la convergenza, la risposta organizzativa dovrebbe essere capace di non essere autoreferenziale, di non essere finalizzata alla salvaguardia di se stessa, di essere capace di chiedersi in ogni momento se gli obiettivi di fondo (cura si, profitto no per tutti) sono perseguiti, di essere inclusiva e disponibile alla partecipazione.