Lo stato dell’arte…
In Liguria abbiamo appena superato la minaccia, a colpi di ricorsi legali per scacciare il “pericolo”
di avere a Vado Ligure una nuova centrale a gas metano della Tirreno Power. Dopo la melina iniziale

gli squali dell’azienda hanno lavorato nelle istituzioni.  Ci hanno riprovato a
darsi una verniciata di green dichiarando indispensabile e verde la nuova produzione di energia
elettrica fatta con metano. Una notevole opposizione (anche di qualche giunta comunale) con tante
attività di base di associazioni e comitati, ha seguito questo iter da quando è diventato pubblico.

Difficoltà a superare le regole giuridiche esistenti in tema, con paletti e necessità di battaglie
legali , ma non solo, ha convinto la Tirreno Power a “ritirare la richiesta”.

Alla fine è arrivato il “non luogo a procedere”.
E’ un esempio utile, che indica cosa sta succedendo nel campo energetico. Considerando il nuovo
governo dell’inciucio di Draghi, che coinvolge tutti e che ha come ministro della transizione
Ecologica Cingolani. Uomo segnalato da Grillo e innamorato di mini-reattori nucleari e della
fissione fredda come chimera e spendificio di risorse pubbliche.
A questo fine il PNRR in mezzo alle parole, ha già stabilito quote importanti di piccioli da destinare

La distribuzione a pioggia per energia  è dedicato molto poco davvero alla transizione. Mentre pare rinnovarsi il tema
nucleare, nonché la permanenza silenziosa delle energie fossili.
Si tratta di una regressione non da poco, alla faccia del referendum che ne aveva decretato la fine.
L’energia è un bene comune da difendere e un elemento di democrazia, ma solo se è diffusa e distribuita, non concentrata.
Il 70% è ancora buttato in varie forme sulle fossili (petrolio e gas) e la transizione alle sostenibili è almeno dubbia così!
Si vuol far passare il gas (nuovo gasdotto fra Israele, Cipro e l’Italia gestito da ENI ) come un
sistema sostenibile di produzione. Anche i bambini capiscono che non è così.
Mentre le lobby delle fossili si sperticano a rilanciare l’idrogeno come metodo “pulito”e non è vero se si utilizza metano e non rinnovabili vere

Questa tecnica necessita di quantità enormi d’acqua per funzionare e per produrlo appunto propongono il gas metano
Quale alternativa e come analizzare per punti salienti la situazione ?

– Non c’è necessità di aumentare la produzione di energia, persino a leggere il PNIEC statale i numeri

sono impietosi in un momento di crisi economica, che fa chiudere fabbriche ed attività.

– Il governo precedente(Conte 2) ha fatto un DL importante(superbonus 110%) per dare incentivi ai cittadini, alle
imprese, che vogliono risparmiare energia. Cappotti termici,revisione infissi, persino sono ammessi impianti di trattamento aria,

energie pulite come fotovoltaico e solare termico, eolico sono tecnologie esistenti. Utilissime per aumentare l’efficienza energetica dei
condomini, degli uffici, delle aziende risparmiando energia in modo consistente. Purtroppo non è
stato prorogata la validità di tale decreto oltre il 2022 per ora e ciò rende difficile l’applicazione pratica.
Attività pure rallentata, quando non fermata da una poca formazione sulla burocrazia tecnica di
professionisti,  imprese, condomini. Scarsa capacità di intervento sul territorio nonostante il grande lavoro
necessario. Le Comunità Energetiche sono appena all’inizio di un percorso possibile che
prometterebbe molti benefici all’ambiente ed al benessere individuale poiché rende l’utente padrone
dell’energia consumata e anche riduce la necessità di implementare energia stessa efficientando l’esistente
– Chi deve mai attivare tutte le risorse per informare i cittadini delle opportunità? Chi deve mettere
assieme aziende locali artigiane, progettisti, produttori di materiale, categorie, commercianti se non
i comuni come forma di equilibrio e promozione di attività?
Purtroppo nei comuni dove c’è per obbligo di legge (sopra i 50.000 abitanti), l’Energy Manager,
oppure nei paesini piccoli non riescono a fare consorzi o cooperative, mentre il tempo è essenziale.
La burocrazia tecnica diventa mortale in fase attuativa . Non ultima difficoltà la finanza e le banche
che dovrebbero far circolare finanziamenti su progetti pur garantiti, ma spesso sono diffidenti e non
attratte da questi investimenti in parte per loro dispersivi.

– Come si vede i motivi, le opportunità alternative per una diversa organizzazione oggi ci sarebbero, ma la politica
guasta il tutto con la confusione seminata. Molte associazioni si oppongono a nuove centrali di
produzione energia esclusivamente per problemi di salute.pubblica(per le emissioni nell’atmosfera)
Problemi che ovviamente ci sono e le energie clima-alteranti sono un fatto concreto per ambiente e
persone, ma la questione è ben più complessa.
Ogni società ha un modello di sviluppo che la caratterizza per l’energia che usa. Oggi, la società del profitto da una parte
concentra risorse in poche mani che “coltivano energie fossili”. Dall’altra fa pagare ogni diverso tentativo
di autonomia e risparmio spalmando sulle bollette degli utenti ignari i costi d’esercizio.
La gestione tariffale è di ARERA azienda privata che controlla il pubblico esercizio dell’energia.
Oggi grazie a gruppi di base o associazioni, competenze e capacità ci sono ed il gioco va spiegato a
tutto tondo o in futuro ci troveremo senza armi. Questa guerra energetica che assieme alla
democrazia alimentare, alla salute, all’acqua fa parte dei beni comuni è da continuare colpo su
colpo. Per chi vuole approfondire ecco un documento utile e attuale sul tema.

E fatto da un gruppo di Bologna molto attento, aderente alla “Società della Cura” che fa un’analisi del PNRR

relativamente alla parte energia molto specifica e documentata

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Energia per l’Italia sul PNRR.pdf